Val Zoldana vista da Tiziano Biasioli
 
 
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Val Zoldana
 

 

 
   
Forcella Staulanza
 

La Val Zoldana inizia da Passo, o Forcella, Staulanza luogo di grande fascino impreziosito dallo sfondo del Monte Pelmo, uno dei più rappresentativi dell'Arco Alpino.

Sul Passo, tappa d'obbligo per ammirare il paesaggio e rifocillarsi è il

Rifugio Staulanza che presenta anche in una vetrinetta una simpatica serie di “Saponi delle Dolomiti”.
Quello alla Lavanda e Sale, con il suo profumo, ci sta allietando la permanenza nel nostro ufficio.

Poco sotto il Passo si incontra Malga Staulanza e il suo agriturismo, una sosta d'obbligo durante la bella stagione anche per scegliere un formaggio o un salume da portare a casa e ricordare questa bella Valle.

Vedi anche:
www.dolomitiinbici.it
www.tizianobiasioli.it

         
   

 

 

 
Val Zoldana - Le Dolomiti d'un tempo
a fine febbraio lungo le stradine di una pittoresca frazione
 
 
 
 
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Fusine – Zoldo Alto – Provincia di Belluno - 2019

Mostra
Le barche dei Casal
il capolavoro degli squerarioli di Zoldo a Venezia


La mostra si apre in grande stile, introdotta da una vera gondola e prosegue con l’esposizione degli undici splendidi modelli d’imbarcazioni, opera di Giuseppe e Antonio Casal, provenienti dal Museo Correr di Piazza san Marco a Venezia.

Accompagnano il percorso espositivo alcuni preziosi reperti e una ricca documentazione d'archivio, unita al frutto delle recenti ricerche sugli squeri degli zoldani e sulla loro ubicazione nel tessuto urbano veneziano.

La visita della mostra offre l'occasione di visitare la val Zoldana e in particolare il paese di Fusine che offre gradevoli scorci d'un tempo.

Il progetto espositivo si pone come obiettivo la riscoperta e valorizzazione del patrimonio di lavoro artigianale di eccellenza rappresentato dalle genti di montagna nei secoli scorsi. Una cultura del fare, in questo caso degli squerarioli, ovvero i costruttori di barche della laguna veneziana. Per molto tempo, anche negli stessi luoghi d'origine, si è dimenticato che uno dei mestieri, tra i tanti, di questi oscuri montanari, fu proprio quello di costruttori di barche - mestiere in cui misero tutta la loro sapienza, esperienza, bravura e fantasia.

Per questo è importante “riportare a casa” i modelli. Inoltre, come recita la brochure della mostra presso la Galleria Sandri di Venezia del dicembre 1946: “I modelli rievocano una tradizione che lentamente va, ahimè, scomparendo e mai più a noi sarà concesso di vedere galleggiare sullo specchio della laguna, un ‘battellino da solazieri’ o una ‘dodesona veneziana’ o altre variopinte imbarcazioni che qui attraverso i modelli riviviamo come in epoca felice, passata a una storia meno travagliata e più serena dell'attuale nostra”.

   

 
 

 

 

   
 
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